Disegnare a mano libera

Come si impara a disegnare a mano libera e cosa significa disegnare?

Disegnare a mano libera significa tracciare dei segni su di una superficie piana, più o meno liscia, con l’ausilio di uno strumento. Spesso lo strumento in questione è una matita, ma è possibile disegnare anche mediante: penne, pennelli, pastelli o carboncini. Ab antiquo disegnare a mano era fondamentale e il disegno era considerato “il fondamento dell’arte”. Esso veniva impiegato nella geometria, nello sviluppo della prospettiva, nell’anatomia, nell’architettura, nello studio della luce e dei colori. Con il passare degli anni la linea di contorno lasciò il posto al colore, divenendo espressione del modo di vedere il mondo da parte dell’artista e non la mera e rigorosa manifestazione della realtà “così com’è”. Pertanto, prendendo le mosse da questa evidenza storica ed ermeneutica, è necessario esercitarsi per acquisire abilità e dimestichezza nel disegno. Ma basta questo oppure è sufficiente dare libero sfogo alla propria creatività fin da subito? La risposta più corretta, a mio parere, non può prescindere dall’aspetto tecnico. Sempre a mio parere, infatti, si tratta di imparare a conciliare l’effervescente creatività dell’età fanciullesca con i rigorosi insegnamenti accademici che vengono impartiti dall’ adolescenza in poi; insegnamenti che io peraltro non ho mai avuto essendo completamente autodidatta.

Disegno di Leonardo da Vinci

Disegno di Leonardo da Vinci

Ecco dunque arrivati al punto nevralgico di questo primo articolo, ovvero la domanda che molti si sono fatti, si fanno, o si devono ancora fare:

è necessario frequentare una scuola, un liceo oppure ancora un’accademia per imparare a disegnare a mano libera ed avere un futuro radioso nell’area tanto ripudiata quale è il settore artistico?

No. Assolutamente no. Soprattutto se il disegno a mano libera vi rende felici, se è la vostra passione, il vostro mondo ideale; insomma, qualcosa che, in quanto vostro, è praticamente inaccessibile agli altri. In questo caso, allora, può supplire all’istruzione scolastica. Infatti, la pratica continua resta il miglior mezzo per ottenere una padronanza tale da permettere all’artista di riportare i propri pensieri sul supporto cartaceo. Detto questo, è utile tuttavia fare una precisazione affinché lettore non sia indotto a travisare quanto in precedenza sostenuto: l’istruzione scolastica, ancorché non fondamentale e, come detto, suscettibile di trovare una valida compensazione nella pratica, rimane, per chi ne ha l’opportunità (e quindi, studenti, vi consiglio spassionatamente di non farvi scappare l’occasione e di sfruttarla in modo adeguato), la via privilegiata per l’aspirante artista, consentendogli l’esercizio sotto la supervisione di un esperto capace di correggerne gli errori, permettendogli così una maturazione artistica e intellettuale più sicura, proficua e veloce.
Arrivati a questo punto del paragrafo è essenziale un’altra importante riflessione riguardo ad un tema a me caro, ovverosia il concetto di plasticità cerebrale (o neuroplasticità). Con questo termine infatti si vuole indicare la capacità di cambiamento del cervello nel corso della vita di un individuo nel bene o anche, talvolta, nel male. Senza addentrarci in questioni troppo complesse per essere spiegate in questa sede e del tutto avulse dal contesto artistico, ci basti sapere che i cambiamenti fisici avvenuti nel nostro encefalo si manifestano poi come cambiamenti nelle nostre capacità. Con ciò, senza paura di essere contraddetti, si evidenzia un elemento troppo spesso sottovalutato o non accettato dal pensiero comune: la pratica e l’esercizio sono di gran lunga più importanti del “talento innato”. “Il genio non esiste – diceva Hegel – esistono solo l’abnegazione e l’impegno”. Perciò diventa facilmente comprensibile come sia scardinato il taumaturgico postulato (nonchè luogo comune) secondo il quale il talento, nei fatti, si tramanda di padre in figlio o è, comunque, innato, restringendo artatamente l’accesso alla pratica artistica, divenuta conseguentemente una sorta di pantheon o di conventicola di “eletti”. La scienza e la storia hanno dimostrato l’obsolescenza e l’inadeguatezza di tale teoria: disegnare è un’abilità apprendibile esattamente come tutte le altre! Certo, ci saranno persone che avranno un’inclinazione naturale verso certe discipline rispetto ad altre, nelle quali saranno tendenzialmente meno abili, ma la buona notizia è che tutti possono imparare a disegnare a mano libera.

Disegnare a mano

Disegnare a mano

Come si impara a disegnare a mano libera? Non si potrebbe sicuramente chiudere un articolo senza rispondere ad una delle due domande principali con le quali lo si è aperto, ed è qui che viene il bello. Innanzitutto, poichè vi sono infinite tecniche e modi di disegnare a mano libera, ho deciso che il focus sarà incentrato sul disegno realistico. Ho scelto di aprire questo blog per dare, a chiunque lo desideri, la possibilità di apprendere in modo chiaro e sintetico ciò che ho imparato nel corso degli anni, magari mettendolo in guardia dagli errori che – come, a suo tempo, è successo al sottoscritto – possono far perdere tanto tempo prezioso, ma soprattutto possono spegnere voglia e passione. Se è vero che sbagliando si impara, è altrettanto vero che non sbagliare per nulla (ad esempio, prevedendo le possibilità e i “luoghi” dell’errore e, così facendo, evitarli) è decisamente meglio, come sa chi si rende conto della defaillance solo alla fine di un disegno, compromettendone irrimediabilmente il risultato. Partiamo con la scelta del materiale da usare, cosa che personalmente considero tra le più importanti per la realizzazione di un buon lavoro, fino ad arrivare alla tecnica di realizzazione. Sarà un percorso, un viaggio, durante il quale, passo dopo passo, vi accompagnerò per aiutarvi a progredire, mantenendo tuttavia il vostro stile e la vostra personalità artistica. Naturalmente sarò lieto di affrontare gli argomenti che più vi interessano, man mano che li sottoporrete alla mia attenzione, per cui sentitevi assolutamente liberi di commentare i post degli articoli pubblicati su facebook, indicandomi i  contenuti, i temi o gli approfondimenti che più vi stanno a cuore e che vorreste fossero trattati in maniera più articolata.

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